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Vincenzo
di Vincenzo

Tour di Mahé, Praslin, La Digue

Per il nostro viaggio di nozze abbiamo optato per un tour alle Seychelles. Il viaggio è stata una continua scoperta di spiagge una più bella dell’altra: è veramente difficile dire quale sia stata la più bella.

Mahé

Arriviamo a Mahè che pioviggina (la pioggia ci accompagnerà per tutta la permanenza su quest’isola), veniamo agevolmente portati alla struttura dal transfer prenotato. Il resort (Berjaya Beau Vallon Bay) dà direttamente sulla spiaggia di Beau Vallon, una spiaggia lunghissima e quasi sempre semi deserta; solo nei giorni successivi ci siamo resi conto che fosse anche tra le più organizzate. Oltre al mare a Beau Vallon c’è sempre qualcosa da fare…… fino alle 22; oltre tale ora è difficile trovare locali ancora aperti (in generale abbiamo trovato la stessa situazione anche sulle altre isole).

Avendo noleggiato l’auto (era prima volta che guidavo a sinistra…ma tutto sommato è stato facile) abbiamo girato praticamente tutta l’isola. La piccola capitale Vittoria si gira in 2 ore e si riesce a visitare tutto (non c’è molto da vedere, ma in fondo siamo andati fin laggiù per il mare). Gli altri giorni li abbiamo trascorsi a girare la parte nord e la parte sud. La spiaggia più bella a nostro avviso è stata Port Launay North Beach e le vicine isole di Conception e Therese: posti da “cartolina”, spiagge selvagge, mare cristallino, pesci coloratissimi.

Beau Vallon, MahéBeau Vallon, Mahé

Praslin

Dopo 4 giorni siamo passati a Praslin sempre con i transfer prenotati da casa. Per la traversata abbiamo optato per il catamarano, ed a conferma di quanto già letto su precedenti diari di viaggio, è stata una traversata burrascosa; si fa veramente fatica a tenere a bada lo stomaco (io non ci sono riuscito) nonostante una sorta di travelgum comprata in farmacia.

Anche qui abbiamo noleggiato l’auto: Il resort (Le Relax Beach Resort) era a Grand Anse, posto abbastanza centrale e buon punto di partenza per visitare tutte le spiagge (a parte un paio raggiungibili solo in barca. Praslin è un crescendo di posti uno più belli dell’altro: Anse Volbert (Cote d'Or) la più “movimenta”, a seguire Anse Boudin fino ad Anse Lazio, immensa e stupenda.

Anse Boudin, PraslinAnse Boudin, Praslin

Troviamo il tempo di arrampicarci (letteralmente) fino allo Zimbabwe, il posto più alto dell’isola che offre un panorama davvero stupendo e di passare una mattinata a Vallée de Mai alla scoperta del famoso Coco de Mer.

Vallée de Mai, PraslinVallée de Mai, Praslin

L’ultimo giorno facciamo un’escursione davvero bella che ci porta a St. Pierre a fare snorkeling (ed al primo contatto con il micro plancton), a Curieuse ad incontrare le tartarughe e ad Anse Georgette, un paradiso di sabbia bianca e mare azzurrissimo. Al largo abbiamo anche un incontro con dei delfini. Il catamarano dell’escursione ci porta direttamente a La Digue, nostra ultima tappa.

La Digue

La Digue ci lascia davvero senza parole: dopo Praslin pensavamo che non esistesse nulla di più bello, ma abbiamo cambiato idea immediatamente.

Invece dell’auto noleggiato delle biciclette (anche perché a parte un paio di taxi non esistono altre auto). Con le bici anche qui visitiamo tutto il visitabile, a parte il sud dell’isola per la quale c’è bisogno di una escursione via terra con una guida esperta. Il posto più bello è senza dubbio Anse Source d'Argent, ma anche Anse Marron, Anse Cocos e Anse La Réunion dove ammiriamo dei tramonti davvero mozzafiato.

Anse Source d'Argent, La DigueAnse Source d'Argent, La Digue
Anse La Reunion, La DigueAnse La Reunion, La Digue

Durante un’escursione a Felicitè e Coco Island abbiamo anche un paio di approcci con le tartarughe marine, oltre ai “soliti” pesci da barriera.

Incontri ravvicinati a FelicitèIncontri ravvicinati a Felicitè

Per tutta l’organizzazione avevamo tentato in agenzia trattandosi del nostro viaggio di nozze, ma poi abbiamo optato per un self made in linea con i nostri viaggi precedenti. Seyvillas ci ha permesso di organizzare una vacanza “su misura”, cucita sulle nostre esigenze: un giusto compromesso tra viaggio in autonomia seppur all’occorrenza “assistiti” da gentili ed efficienti referenti in loco.

Il posto che più ci è rimasto nel cuore è La Digue: ci ha riportato veramente indietro nel tempo con stradine non illuminate, senza altri rumori che quelli della natura, spostamenti a piedi o al massimo in bicicletta e ritmi di vita davvero lenti e rilassanti; insomma un paradiso.

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